Chi ha un sito Web 2.0, un social network o in generale un sito in cui gli utenti possono inserire contenuti (es. forum) deve stare attento: la responsabilità sui contenuti pubblicati è anche sua.
Molti tecnici non ci pensano, ma in Internet, soprattutto nel Web 2.0, è facile violare i diritti d'autore. QualeTeatro ha aperto da pochi mesi e ha già ricevuto una diffida da uno studio legale: qualcuno aveva inserito un contenuto senza l'autorizzazione della compagnia. Ovviamente ero in buona fede e non sapevo che quello spettacolo era "protetto". E' stata mia negligenza, avrei potuto prevenire? No, un controllo di questo genere è impossibile anche per Google o YouTube. (facciamo comunque dei controlli, ad esempio le foto sono pubblicate solo dopo approvazione)
Come molti altri, faccio accettare un contratto che vieta agli utenti di inserire materiale non autorizzato o illegale. Nessuno poi lo legge, ma questo è un altro discorso :-) Il problema è che un gestore/titolare di un sito è comunque responsabile. Ho immediatamente rimosso lo spettacolo incriminato, e ovviamente è tutto finito lì. So che altri siti, giornali e TV diffidati per lo stesso spettacolo si sono mossi molto più lentamente o hanno ignorato l'avviso... e allora si finisce in tribunale.
Il problema è decisamente interessante e riguarda tutti quelli che come me che fanno impresa col Web. Gli informatici spesso sanno poco o niente di leggi e contratti, ma possono pagarne le conseguenze. Un ragazzo può mettere online un sito tecnicamente eccellente in un batter d'occhio, ma può altrettanto velocemente finire nei guai.
Ecco perchè ho deciso di approfondire l'argomento con un esperto, l'avv. Gerardo Antonio Cavaliere, giornalista e collaboratore di StudioCelentano.it, co-autore del Manuale Breve di Informatica per Avvocati.
Ho messo online la nostra chiacchierata, sotto forma di Q&A. Credo che possa essere molto utile ai lettori di questo blog. Il tutto (finalmente :-) nel nostro linguaggio: parleremo di webmaster, IP, crawler, server all'estero...
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