E' un bel po' che non scrivo sul blog. Sono stato un po' occupato, ma in realtà non ho diminuito la frequenza degli aggiornamenti: sono solo passato al microblogging, ovvero Twitter e Friendfeed.
Noto che non solo solo. Molti dei blogger che seguo - alcuni decisamente famosi - sono sempre meno sul blog e sempre più su Twitter.
Come molti sanno, scrivere regolarmente su un blog è una fatica tremenda, mentre sparare 140 caratteri è decisamente più immediato (vedi Sveltopedia :-). Ecco perchè il microblogging si sta sempre più diffondendo. In realtà lo state usando da anni: lo status di Messenger e "a cosa stai pensando?" di Facebook non sono altro che microblog. Poi ci sono i servizi dedicati, come Twitter o Friendfeed appunto. Sempre più siti stanno introducendo lo "stato" o le "ultime attività" nei profili degli utenti.
E' una evoluzione naturale dei media online. Se si va a guardare indietro, molti blog/siti erano in realtà usati alla Twitter. I blog post sono adatti per una storia o una (articolata) rilfessione. Ma i 140 caratteri vincono quando si tratta semplicemente di condividere un link, un'immagine o un video.
E così si modificano i comportamenti, i modi di comunicare, tutto diventa "più real time" e il (micro)passaparola dilaga. Ci sono i soliti pro e contro, che però non sto qui ad approfondire (proprio perché non ho tempo ;-). Una cosa interessante è che i telefonini sono sempre più integrati coi microblog (Twitter, Facebook, ecc): nel medio termine è ipotizzabile un impatto sugli SMS.
Dato che i microblog sono meno mainstream dei blog, prossimamente cercherò di integrare Friendfeed con questo sito, in modo da rendere disponibili i micropost anche a chi mi segue solo qua. Alla prossima!