12 novembre 2009

Twitter killed the blog star?

E' un bel po' che non scrivo sul blog. Sono stato un po' occupato, ma in realtà non ho diminuito la frequenza degli aggiornamenti: sono solo passato al microblogging, ovvero Twitter e Friendfeed.

Noto che non solo solo. Molti dei blogger che seguo - alcuni decisamente famosi - sono sempre meno sul blog e sempre più su Twitter.

Come molti sanno, scrivere regolarmente su un blog è una fatica tremenda, mentre sparare 140 caratteri è decisamente più immediato (vedi Sveltopedia :-). Ecco perchè il microblogging si sta sempre più diffondendo. In realtà lo state usando da anni: lo status di Messenger e "a cosa stai pensando?" di Facebook non sono altro che microblog. Poi ci sono i servizi dedicati, come Twitter o Friendfeed appunto. Sempre più siti stanno introducendo lo "stato" o le "ultime attività" nei profili degli utenti.

E' una evoluzione naturale dei media online. Se si va a guardare indietro, molti blog/siti erano in realtà usati alla Twitter. I blog post sono adatti per una storia o una (articolata) rilfessione. Ma i 140 caratteri vincono quando si tratta semplicemente di condividere un link, un'immagine o un video.

E così si modificano i comportamenti, i modi di comunicare, tutto diventa "più real time" e il (micro)passaparola dilaga. Ci sono i soliti pro e contro, che però non sto qui ad approfondire (proprio perché non ho tempo ;-). Una cosa interessante è che i telefonini sono sempre più integrati coi microblog (Twitter, Facebook, ecc): nel medio termine è ipotizzabile un impatto sugli SMS. 

Dato che i microblog sono meno mainstream dei blog, prossimamente cercherò di integrare Friendfeed con questo sito, in modo da rendere disponibili i micropost anche a chi mi segue solo qua. Alla prossima!

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