Mentre il gigante di Mountain View può permettersi di nascondere un Flight Simulator in Google Earth e lasciare che gli utenti lo scoprano solo col passaparola, le notizie che passano su Web e blog sembrano dare qualche indicazione sulla strategia di medio termine (di colonizzazione globale :-) di Google.
La potenza della geolocalizzazione
Innanzitutto il famigerato cellulare Google - meglio noto come GPhone: se davvero avrà un GPS integrato come si vocifera (e prima o poi ci arriveremo al GPS di massa, con o senza Google), si prefigurano scenari in cui l'utente è costantemente geolocalizzato e riceve (si spera solo col consenso) indicazioni e pubblicità in base a dove si trova: "c'è uno spettacolo qua", "c'è un ristorante di là", "c'è un'offerta al supermercato di fronte", ecc. Non sarebbe una novità, in Giappone i cellulari già ricevono le indicazioni dai negozi vicini tramite bluetooth (quale sperimentazione c'è anche in Italia, ad esempio a Venezia).
La grande differenza rispetto al passato è che Google sta silenziosamente accumulando (spesso a basso costo) enormi moli di dati geolocalizzati: tutti i siti con le mappe (mashup) e le neonate mapplet andranno presto a creare un patrimonio informativo ineguagliabile che Google potrà distribuire e spalmare sui GPhone del pianeta. I servizi ci sono già, i programmatori di mappe stanno contribuendo a uniformarli e a interfacciarli con Google. Tutto questo darebbe a Google un vantaggio competitivo enorme e la capacità di sfornare nuovi servizi difficilmente imitabili a suon di GPS e pubblicità geolocalizzata. Forse Yahoo e Microsoft potrebbero competere, ma per adesso le Map API delle due sono considerate tecnicamente inferiori e snobbate dai programmatori.
Entity Recognition al servizio del CTR
Qualche giorno fa Google ha depositato un brevetto alquanto oscuro (come tutti i brevetti), che parla di una tecnologia capace di riconoscere "entità" all'interno di contenuti (riconoscimento semantico) e generare query a link affini. Tecnologia che permetterebbe di visualizzare suggerimenti e/o link a query raffinate all'interno di GMail e Google Groups. Un po' come l'attuale AdSense, ma con link inseriti nel bel mezzo del messaggio e ancora più mirati.
Almeno questo è quello che si capisce dalle immagini del brevetto:

Chissà come si tradurrà tutto questo nella versione finale. Quello che è chiaro fin da adesso è invece l'obiettivo della User Distributed Search (o UDS, la tecnologia brevettata appunto): "Advertisements presented through UDS may, in particular, represent advertisements that have a higher likelihood of click through and may therefore be more valuable to the advertiser".
Tradotto: se Google riconosce meglio i contenuti (email, query o qualsiasi altro documento) è capace di inserire pubblicità ancora più mirate e contestualizzate. Quindi con più probabilità di essere cliccate. Quindi con CTR più alti. Quindi maggiori profitti. Semplice no?