7 novembre 2003
La copertina di una rivista ricopre un ruolo fondamentale: comunicare i contenuti e, contemporaneamente, persuadere all’acquisto.
Decidere cosa mettere in copertina è il problema ricorrente in ogni redazione. È un compito spesso difficile e snervante, fondamentale per le vendite. Una sfida insomma.
Figura 1: La copertina del 1998 dedicata a Visual Basic 6.
In molte redazioni non c’è una persona specializzata nel realizzare le copertine: si tratta di un lavoro di gruppo, dove intervengono diverse figure professionali, dal coordinatore editoriale al grafico.
La rivista che coordino è distribuita solo in abbonamento, quindi si potrebbe pensare che la copertina non sia poi così importante: in fondo, non bisogna persuadere nessuno, dato che chi legge è già abbonato. Sbagliato.
Oltre a comunicare i contenuti, la copertina deve rendere esteticamente gradevole la rivista. Copertine mal realizzate e con accostamenti di colori inappropriati possono provocare nel lettore un senso di disagio. Questo vale anche per le pagine interne: deve esserci sempre equilibrio e armonia, nella struttura e nei colori. Chi fosse interessato a quest’ultimo aspetto, può consultare un buon libro sulla teoria dei colori, come il classico Arte del colore di Johannes Itten.
Una copertina ben progettata viene facilmente memorizzata dal lettore e associata ai suoi contenuti: in futuro si ricorderà immediatamente il numero che contiene un certo articolo.
Figura 2: La prima versione della copertina: il logo di Visual Studio è il soggetto principale.
Quando mi trovo a parlare con amici o clienti della vita redazionale, trovo sempre molto interesse da parte loro. C'è un certo fascino nel lavoro che viene fatto per realizzare un numero. Per questo ho deciso di raccontare come è nata una tra le copertine più gradite degli ultimi anni. Si tratta del numero 44 di Visual Basic & .NET Journal, dedicato al nuovo (per l’epoca) Visual Studio .NET di Microsoft.
L'evento era importante e decidemmo di prestare particolare attenzione alla realizzazione di quella copertina.
Aspetti cromatici e soggetto principale
Figura 3: L'ormai storico schizzo a mano della copertina, annotata con indicazioni extra. Per "strilli" si intendono i titoletti della copertina.
Di solito le copertine di VBJ hanno uno background scuro (blu, viola, nero). La tradizione vuole che lo sfondo bianco sia usato solo ad ogni major release di Visual Basic/Visual Studio. La figura 1 mostra la copertina dedicata a Visual Basic 6: lo sfondo è bianco, il soggetto è il logo rivisitato di Visual Basic 6. Notate come all'epoca la rivista non avesse ancora il ".NET" nel titolo: eravamo nel 1998.
Il passo successivo è stato decidere il soggetto della copertina. Visual Basic come prodotto a sé non esisteva più, quindi il logo di Visual Studio doveva essere il soggetto principale. La prima versione del grafico fu quella di figura 2 (inserita all’interno di una pubblicità).
Schizzi e bozze
Figura 4: Da carta a pixel: la versione del grafico che ricalca il disegno a mano. Notate un piccolo errore: il logo di Visual Studio Magazine è tagliato dalla testata.
La versione di figura 2 era già buona, ma banale. Lo stesso logo si trovava su tutte le pubblicità Microsoft. C'era bisogno di dare un po' di originalità alla scena, e anche un tocco di dinamicità. Avevo già in mente quello che volevo ottenere, ma non era facile da spiegare agli altri (un classico). Così mi armai di matite Giotto e feci uno schizzo (sul retro di un articolo revisionato!): il risultato è in figura 3.
Quando lo mostrai alla redazione, molti si complimentarono per il perfetto stile da bambino di terza elementare, ma in compenso l’idea piacque a tutti. (e fu l’unica volta...)
Visto che avevo dato indicazioni per ogni aspetto, al grafico non restò alternativa che riportare tutto per filo e per segno in Photoshop: il risultato fu quello di figura 4. Era la copia perfetta dello schizzo, mancava solo l'ombra del logo.
Figura 5: Versione finale.
Restavano da fare le ultime rifiniture. In particolare furono modificati i box rossi in rilievo: troppo "ingombranti", furono sostituiti da strisce gradienti più "leggere". Anche lo sfondo aveva bisogno di essere vivacizzato un po', quindi fu aggiunta profondità di campo sfumandolo con un giallo e aggiungendo l'ombra al logo.
La figura 5 mostra il risultato finale. Eravamo tutti soddisfatti, ma... che fatica! L’importante comunque era aver raggiunto il risultato ambito. Pensate un po': se questo serve per fare la prima pagina, immaginate quanto lavoriamo per fare tutte le altre :-)!
Il momento più bello
Figura 6: Il numero stampato arriva sulla mia scrivania!
Chi lavora nell'editoria non vede l'ora di ricevere e sfogliare la rivista stampata. Vedere il proprio nome in un articolo è una ricompensa che surclassa qualsiasi retribuzione economica. Nel caso della redazione, l'emozione si ripete per ogni pagina della rivista, dalla prima all'ultima.
Ecco perchè nel mese di marzo 2002, quando il numero 44 (figura 6) arrivò sulla mia scrivania, provai una indescrivibile soddisfazione: il nostro impegno era stato ripagato. E un sondaggio che abbiamo condotto recentemente ha ulteriormente confermato la bontà del lavoro svolto: i lettori considerano quella copertina (e di conseguenza anche il numero :-) la migliore del 2002!