6 giugno 2008

Testare un sito su tutti i browser e risoluzioni

Chi fa un sito Web dovrebbe testarlo su diversi browser, variando risoluzione dello schermo, colori, sistema operativo, JavaScript e così via. E pochi hanno tempo/voglia/mezzi per farlo.

Per fortuna ci sono dei siti dedicati: il mitico Browsershots genera gli screenshot di un sito su tutte le combinazioni di browser/sistema operativo/risoluzione/JavaScript/Java/Flash:

Unico difetto: non permette di variare la dimensione dei caratteri. Sembra una sciocchezza, ma - almeno in Windows - font di sistema a 120dpi sballano molti layout. Non è come aumentare la grandezza dei font in Firefox o IE: i font del sistema operativo impattano anche su finestre, margini, ecc. Con gli schermi 16:9 e le alte risoluzioni, ci sono sempre più utenti che li ingrandiscono per riuscire a leggere qualcosa :-). Io sono tra questi e vedo molti siti che non sono compatibli. Piccolo esempio: guardate cosa succede su IE6+ ai famosi box stondati di RoundedCrnr (e a tutti i siti che li usano):

22 maggio 2008

La benzina è un lusso e va all'asta sul Web

I prezzi della benzina e del diesel sono alle stelle, e questa non è certo una novità (volete provare a risparmiare? fate un giro su PrezziBenzina.it).

AsteClick ha fiutato l'opportunità marketing e ha inserito tra le sue aste al ribasso un buono da 1.000 euro di carburante, in mezzo ad ambiti prodotti come iMac, TV LCD a 46 pollici e videocamere digitali!

La benzina all'asta su AsteClick

Per dare più risalto alla notizia e avviare un po' di passaparola, il sito ha mandato una email dedicata ai suoi iscritti. 

PS: In realtà le "aste al ribasso" come quelle di AsteClickBidPlaza, YouBid e simili sono più vicine ad una lotteria che ad un'asta al ribasso.

6 maggio 2008

Intervento a Sky TG24

Stamattina sono intervenuto a Sky TG24 Mattina. Per chi è curioso, ecco il video

Una precisazione: il mio blog non è stato il primo a pubblicare i dati delle dichiarazioni (come si accenna nel video), ma solo tra i primi a pubblicare la notizia :-)

 

30 aprile 2008

Tutti i redditi degli italiani online: scopri quanto guadagnano gli altri

Agenzia delle Entrate Quante volte vi siete detti "mi piacerebbe sapere quanto guadagna quello lì"?

Da oggi non ci sono più segreti: tutti i redditi degli italiani sono pubblici e online [fonte: Metro]! O meglio, i redditi dichiarati - che non sempre coincidono con quelli reali... ma in ogni caso è già qualcosa. Qualcosa di sconvolgente, perché ho scoperto che nel 2005 (per adesso c'è solo quell'anno) il mio dentista dichiarava 6.000 euro e il mio collega che gira in SUV era sotto i 10.000 euro!

Il famigerato elenco dei redditi

COME ACCEDERE AGLI ELENCHI [UPDATE: la procedura ormai non funziona più]: basta andare nella pagina degli uffici locali delle Agenzie delle Entrate, scegliere la regione e l'ufficio di competenza. Per esempio Roma o Milano, ma si può scegliere qualsiasi comune (di solito si inizia col proprio :-). Selezionare Persone Fisiche, inserire il codice di sicurezza e premere Download. Et voilà, in pochi secondi avrete un TXT con l'elenco dei contribuenti in ordine alfabetico! Tenete presente che le grandi città hanno più uffici, e gli elenchi sono divisi in sotto-elenchi per iniziale di cognome.

E' legale questo elenco pubblico che se ne infischia della privacy? Da una rapida ricerca su Internet sembra di sì, perché previsto addirittura dai provvedimenti del Garante della Privacy. Chi può dare un parere legale più preciso può commentare il post.

In ogni caso l'elenco è un po' inquietante, ho la sensazione che non rimarrà pubblico a lungo :-)

[UPDATE 12.43: sito delle Agenzie delle Entrate ormai intasato, notizia riportata adesso anche dal Corriere della Sera]
[UPDATE 14.52: Il sito è stato momentaneamente (o definitivamente?) oscurato, non è più possibile scaricare i file TXT, lo dicevo io... :-)]

[UPDATE: A scanso di equivoci, questo blog non ha mai pubblicato i dati sulle dichiarazioni, ma solo rilanciato la notizia. Inoltre, i commenti che potevano in qualche modo indicare dati sensibili non sono visibili.]

27 febbraio 2008

Senza AdSense MYmovies avrebbe chiuso

MYMovies

Nello speciale Mi metto in proprio.com di Millionaire di marzo, si scoprono dei retroscena interessanti sulla nascita di alcune startup Web italiane. Mi ha colpito la testimonianza di MYmovies, un caso reale che dimostra come Google AdSense abbia rivoluzionato i modelli di business su Internet. Chi fa Web dagli anni '90 sa di cosa parlo ;-)

MYmovies oggi è il primo sito italiano di cinema per visitatori, con oltre 2,3 milioni di utenti unici al mese. Nel 2007 ha fatturato 600.000 euro. Ma l'ad Gianluca Guzzo racconta...

[nel 2000] gli utenti non mancavano - 200-300mila al mese - ma non si riusciva a trasformarli in valore [...] La svolta arriva tre anni fa quando [...] Google ha cominciato a vendere spazi pubblicitari [...] Finalmente il sito comincia a produrre utili [...] e [oggi] il fatturato è generato per il 60% dalla pubblicità [dal 2006 però la pubblicità è gestita in esclusiva da Dada ndr].

E' esattamente quello che dicevo nel post su PlentyOfFish.com: "il modello AdSense permette a chiunque di monetizzare la sua idea. E' vero, PlentyOfFish potrebbe valere qualche miliardo di dollari, ma cosa e' il valore? Se non viene qualche signore in giacca e cravatta che ti acquisisce o ti finanzia, quei soldi non li vedrai mai. Peggio ancora, lo dovrai andare a cercare tu: Bill Gates era un geek come Markus, ma ha dovuto convincere di persona i manager di IBM per vendere il suo MS-DOS. Forse un giorno PlentyOfFish sara' acquisito, ma intanto Markus guadagna oggi e guadagna milioni. Con Internet e AdSense un bravo e timido 18enne puo' fare i soldi senza muoversi dalla sua camera e indebitandosi poco o niente." (leggi tutto)

Per la cronaca, nell'ottobre 2007, MYmovies è stata acquisita da IBS. E nella rivista si trova anche la storia di IBS, con la sua oculata strategia "lenta": "3-4 anni con perdite sostenibili, poi il pareggio e infine gli utili". Ma questa è un'altra faccenda perchè parliamo di e-Commerce :-)

19 febbraio 2008

Network Solutions registra silenziosamente ogni dominio controllato: come evitare la trappola

Network Solutions

Quando devo controllare la disponibilità di un dominio .com, uso la comoda interfaccia di Network Solutions; se è libero però lo registro su GoDaddy, dato che fa un prezzo più basso del 70% :-). Anche se c'è chi documenta la bassa qualità del servizio, GoDaddy è indispensabile per abbattere i costi di parking dei domini (ne ho circa 60 :-).

Bene, da qualche settimana non si può più fare: se cercate un dominio su Network Solutions ed è disponibile, dopo pochi secondi sarà registrato dalla stessa NetSol! Su tutti gli altri siti - come GoDaddy o Register.it - il dominio apparirà come registrato. Potrete acquistarlo solo da networksolutions.com!

La procedura (deprecabile ma legale, se l'AntiTrust non interviene) è documentata in dettaglio su Wikipedia. Dalle prove mi è sembrato che non tutti i domini siano registrati in tempo reale (potrebbe dipendere da fattori quali il numero di parole), ma non ho approfondito.

Dato che su WHOIS il dominio appare registrato per 1 anno, un utente interessato probabilmente si rassegnerà e proseguirà la registrazione su Network Solutions. Io ci sono cascato, ma subito dopo mi sono documentato. E, incredibile, è un bluff: la registrazione dura in realtà solo 4 giorni! Quindi, se scatta la "autoregistrazione", basta aspettare qualche giorno e registrare il dominio direttamente su GoDaddy o altri.

Spero che questo post vi aiuti a risparmiare qualche dollaro ;-) (passaparola...)

UPDATE: 26/02/08: Come prevedibile, è partita una class action contro Network Solutions.

14 febbraio 2008

Il 6% degli utenti genera il 50% dei click (e non sa perché)

Uno studio sul valore del CTR rivela che il 6% degli utenti genera il 50% dei click su banner & affini.

[Da Punto Informatico] I natural born clickers hanno tra i 25 e i 44 anni, possono godere di uno stipendio che non supera i 44mila dollari all'anno, passano molto tempo in rete, quattro volte il tempo che trascorrono online i cliccatori più moderati. [...] le dinamiche cognitive che li animano sono sostanzialmente differenti da quelle degli ordinari utenti Internet: non si lasciano sedurre dalla persuasione subliminale dei banner, ma al tempo stesso non hanno sviluppato filtri congnitivi o intolleranze agli annunci pubblicitari [... ] I loro sono clic disinteressati, clic annoiati, clic compulsivi: non è stata evidenziata alcuna correlazione tra il clic e un consolidamento dell'immagine del brand nella mente dell'heavy clicker. [...] una campagna pubblicitaria da declinare online non dovrebbe essere studiata solo per stimolare i clic, la misurazione del click through non dovrebbe essere presa come il principale punto di riferimento per valutare l'efficacia di una campagna

Lo studio riguarda solo gli USA, in Europa e Italia i numeri sarebbero differenti (credo con meno heavy clickers). Dato comunque interessante per chi ha a che fare con l'advertising e i famigerati CTR.

27 gennaio 2008

Pet-files, il social network degli animali

E' online da qualche settimana Pet-files, il social network degli... animali! Tramite il loro padrone (ci mancherebbe altro!), un animale può creare un account, con pagina personale, foto, video e blog.

Pet-files

[Dal sito] Pet-files permette di:

  • Creare pagine di profilo per i tuoi animali
  • Pubblicare foto illimitate
  • Pubblicare video illimitati
  • Creare bellissimi slideshow per il tuo blog
  • Scrivere un diario della vita con i tuoi animali
  • Presentare animali in adozione o vendita
  • Commentare, votare e spedire messaggi
  • Inviare cartoline elettroniche ai tuoi amici

Pet-files è divertente, facile da usare e sarà gratuito per sempre

Ah, da non perdere le esilaranti foto di MissFunny!

Dietro a Pet-files c'è l'italiano Marco Bellinaso, consulente informatico di fama internazionale e autore del best-seller ASP.NET 2.0 Website Programming (potete immaginare con quali tecnologie sia fatto il sito ;-). Ammetto che non posso essere imparziale, dato che Marco è un amico e collega, e ci conosciamo da più di 10 anni. Ci sentiamo praticamente ogni giorno, per confrontarci e collaborare nelle nostre imprese Web 2.0 :-) Tenete presente che lui fa Web dai tempi dell'1.0, col portale UsaOnline.it. Ed è anche l'ideatore di ByteCommerce, conosciuto specialmente tra gli informatici (Marco, rifai la grafica ti prego!).

Dal punto di vista business, credo che Pet-files abbia un interessante potenziale, perchè fa leva sulla (grande) passione che molte persone hanno per gli animali. Quindi il mercato c'è, adesso tocca al sito riuscire a valorizzarlo (consulenza Long Tail offresi... :-) Pet-files non è l'unico sito del genere, i competitor principali sono gli americani DogSter.com e PetSter.com, che però sono alla vecchia maniera, meno interattivi e meno focalizzati sul social. Pet-files invece è pieno di AJAX e widget, ma è pure tradotto in 6 lingue. Io ci metterei pure una qualche tag cloud, ma il tizio di cui sopra non vuole saperne ;-)

Ottimo lavoro e buona fortuna!

UPDATE: il tizio di cui sopra ha appena aperto un blog personale (ho aggiornato il link nel post)...uhm...noto delle forti somiglianze col mio sito nella struttura dei contenuti...:)

1 dicembre 2007

Gli aspetti legali del Web 2.0

Chi ha un sito Web 2.0, un social network o in generale un sito in cui gli utenti possono inserire contenuti (es. forum) deve stare attento: la responsabilità sui contenuti pubblicati è anche sua.

Molti tecnici non ci pensano, ma in Internet, soprattutto nel Web 2.0, è facile violare i diritti d'autore. QualeTeatro ha aperto da pochi mesi e ha già ricevuto una diffida da uno studio legale: qualcuno aveva inserito un contenuto senza l'autorizzazione della compagnia. Ovviamente ero in buona fede e non sapevo che quello spettacolo era "protetto". E' stata mia negligenza, avrei potuto prevenire? No, un controllo di questo genere è impossibile anche per Google o YouTube. (facciamo comunque dei controlli, ad esempio le foto sono pubblicate solo dopo approvazione)

Come molti altri, faccio accettare un contratto che vieta agli utenti di inserire materiale non autorizzato o illegale. Nessuno poi lo legge, ma questo è un altro discorso :-) Il problema è che un gestore/titolare di un sito è comunque responsabile. Ho immediatamente rimosso lo spettacolo incriminato, e ovviamente è tutto finito lì. So che altri siti, giornali e TV diffidati per lo stesso spettacolo si sono mossi molto più lentamente o hanno ignorato l'avviso... e allora si finisce in tribunale.

Il problema è decisamente interessante e riguarda tutti quelli che come me che fanno impresa col Web. Gli informatici spesso sanno poco o niente di leggi e contratti, ma possono pagarne le conseguenze. Un ragazzo può mettere online un sito tecnicamente eccellente in un batter d'occhio, ma può altrettanto velocemente finire nei guai.

Ecco perchè ho deciso di approfondire l'argomento con un esperto, l'avv. Gerardo Antonio Cavaliere, giornalista e collaboratore di StudioCelentano.it, co-autore del Manuale Breve di Informatica per Avvocati.

Ho messo online la nostra chiacchierata, sotto forma di Q&A. Credo che possa essere molto utile ai lettori di questo blog. Il tutto (finalmente :-) nel nostro linguaggio: parleremo di webmaster, IP, crawler, server all'estero...
Continua e leggi l'intervista >>

28 novembre 2007

Blogosfere.it vale 2.5 milioni di euro

A fine giugno 2007 il gruppo Il Sole 24 Ore aveva rilevato il 30% di Blogosfere.it, ma non erano stati resi pubblici i dettagli finanziari dell'operazione.

Blogosfere

Grazie al prospetto informativo per l'imminente quotazione in borsa del Sole 24 Ore (e alla segnalazione di Luca), si apprende (pag. 531) che sono stati pagati 771.429 euro per il 30% di Blogosfere, con l'opzione di rilevare successivamente il 100% della stessa per 2.500.000 euro (altri dettagli nelle considerazioni di Giacomo). A suo tempo l'operazione suscitò qualche perplessità. Personalmente avevo trovato molto sensato che un gruppo editoriale innovativo si espandesse in un blog network. Oggi abbiamo qualche dato in più per giudicare.

Interessante notare come Blogosfere abbia chiuso il 2006 con una perdita di più di 100.000 euro: dove sta il valore? A qualcuno potrebbero venire in mente bolle e speculazioni fine anni '90. Mai dire mai, anche se ci vorrebbero altri dettagli interni per giudicare. Nelle acquisizioni di questo genere conta molto il valore potenziale: con un buon business plan (sperando che il 2000 sia servito :-), si possono fare mooolti soldi con un network à la Blogosfere e un grande gruppo editoriale dietro.

Chi vivrà vedrà. Nel frattempo possiamo tenerci questi numeri come indicatori del valore che un social/blog network può assumere nel contesto attuale italiano.