Stamattina sono intervenuto a Sky TG24 Mattina. Per chi è curioso, ecco il video.
Una precisazione: il mio blog non è stato il primo a pubblicare i dati delle dichiarazioni (come si accenna nel video), ma solo tra i primi a pubblicare la notizia :-)
Molte presentazioni che vedo fanno schifo. Magari i prodotti o i risultati mostrati sono eccezionali, ma le slide sono dispersive e confuse, lo speaker monotono, e l'unico pensiero del pubblico è cercare di non sbadigliare. Ed è un peccato, perchè vuol dire che chi ha "avuto udienza" (ad una conferenza, all'università, presso un cliente) sta sprecando la sua occasione.
In libreria ci sono molti libri di public speaking che spiegano come parlare e muoversi in pubblico. Sicuramente necessari per la comunicazione in generale, ma per chi punta a fare delle presentazioni davvero efficaci e convincenti ci sono delle tecniche specifiche. Ecco alcuni libri vivamente consigliati: ricordo che quando li ho letti ho pensato "Evviva! Fino ad oggi ho sempre sbagliato tutto" :-)
Presenting to Win: copre tutti gli aspetti di una presentazione, dalla definizione della struttura dei contenuti agli accorgimenti grafici: sembra incredibile ma i colori e il posizionamento dei contenuti nelle slide influiscono tantissimo nella percezione delle informazioni (evvai di Gestalt!). Per chi vuole un libro in italiano consiglio Come si presenta con le slide, dell'ottimo Giacomo Mason. Giacomo tra l'altro mantiene il blog Presentazioni efficaci, da non perdere mai d'occhio.
Show Me the Numbers: dato che la grafica conta molto, ecco un librone dedicato solo a grafici e tabelle (!). Fortemente consigliato a chi crede che un grafico 3D fatto col wizard di Excel faccia fare un bella figura. Non è pensato solo per le slide, le nozioni si applicano anche ai whitepaper, articoli e documenti tecnici in generale.
Presentation Zen: recente, mi è appena arrivato da Amazon, mi fido di quanto dice Luisa :-) "Il libro pratica quanto predica. Una presentazione non è una sequenza di slide, ma una storia che si costruisce con le parole e soprattutto con le immagini."
Ho sfogliato le raffinatissime pagine ed è chiaro che è un must per i veri comunicatori.
Il mestiere di scivere: qualche mese fa ho incontrato l'autrice Luisa Carrada ad un conferenza di comunicazione, e sapevo che ci stava lavorando. Che dire... finalmente è uscito :-), il libro è semplicemente essenziale per chi scrive/comunica su carta e Web. Ovviamente ha un capitolo dedicato alle slide.
UPDATE: Michele mi fa notare che mi sono dimenticato un link Ecologia di Powerpoint: elementi per creare una presentazione efficace, del già citato Giacomo. E già che ci sono linko pure la mappa tematica di MdS, dove - sotto la sezione Scrivere in azienda - si trovano altri articoli di Luisa e Giacomo sulle slide :-)
Il modello 2.0, che prevede la partecipazione del pubblico alla creazione dei contenuti, si sta espandendo anche alla pubblicità e al branding.
L'idea vincente può arrivare da chiunque e da qualsiasi parte del mondo. Ci sono creativi che da soli possono produrre materiale qualitativamente superiore alle classiche costosissime agenzie. Tutto sta nel far incontrare domanda e offerta, e ancora una volta il Web 2.0 è la (sola) soluzione.
In ottobre 2007 Apple ha scelto come campagna pubblicitaria ufficiale per l'iPod Touch un video amatoriale del diciottenne inglese Nick Haley. Nick, appassionato di Mac, lo aveva realizzato nel tempo libero e messo su YouTube quasi per caso. Apple lo ha reputato talmente ben fatto che ne ha comprato i diritti e lo ha trasmesso sulle TV americane.
Ecco quindi l'utilità dei siti di social advertising, grazie ai quali una società può commissionare agli utenti Internet la creazione di una pubblicità (a costi irrisori). I creativi inviano la loro idea/produzione al sito. Gli utenti o la società (a seconda dei casi) sceglie il migliore, e l'autore riceve un premio in denaro, che è appunto il costo per il committente.
I due siti per la "pubblicità 2.0" sono Zooppa e Bootb, sono recentissimi (Zooppa è partito il 3 gennaio 2007, BootB il 27 novembre 2007), e sono entrambi guidati da manager italiani.
E' appena stato pubblicato su MestiereDiScrivere un mio articolo sul tagging: cosa, dove, come e perchè. Taglio divulgativo, con qualche dritta su come "taggare bene".
L'idea è venuta a Luisa Carrada (fondatrice di MdS) quando ci siamo incontrati alla conferenza sulla Comunicazione Tecnica :-)
Il 19 ottobre sarò a Rimini per partecipare al seminario "Strutturazione delle Informazioni nella Documentazione Tecnica" di COM&TEC, l'Associazione Italiana per la Comunicazione Tecnica.
Nel mio intervento "Technical Writing efficace: L’organizzazione delle informazioni" mostrerò alcuni accorgimenti semplici e mirati per migliorare la qualità e la leggibilità dei testi tecnici (articoli, manuali, white paper, ecc).
Da evidenziare la presenza tra i relatori dell'eccellente Luisa Carrada, fondatrice del popolare MestiereDiScrivere.com.
Il successo di una piattaforma (sistema operativo o servizio remoto/Web) è decisamente legato alle possibilità di essere personalizzata e programmata con facilità. Si innesca un circolo virtuoso che favorisce la diffusione della stessa: l'interfaccia di programmazione è facilmente accessibile -> il programmatore la usa e crea programmi/estensioni utili/indispensabili -> l'utente si procura/usa la piattaforma solo per avere quel programma/estensione -> la piattaforma si diffonde e incentiva altri programmatori a svilupparci.
Il Visual Basic, che fino a 10 anni fa era il linguaggio più utilizzato sul pianeta, ha avuto un impatto decisivo sulla diffusione di Windows. Oggi Microsoft non fa nemmeno più pagare le versioni base (ma piuttosto complete) dei tool di sviluppo, per arginare la diffusione dei pacchetti open source/gratuiti (Java, PHP, MySQL...).
Negli ultimi anni le quote di mercato sui client hanno iniziato a ridursi per Windows, con l'avanzamento di Linux e Tiger/Leopard. Guardando la home di Microsoft.com si intuisce che l'intenzione è di intervenire (di nuovo) sulla leva dei programmatori: la pagina iniziale di solito è dedicata a tecnologie di massa (Vista, Office, XBox), oggi è dedicata ai tecnici, con una pubblicità (immagine in alto) veramente d'effetto.
Ottimo esempio di Web Marketing 2.0 applicato ad uno dei mestieri più antichi: la produzione del vino.
La giovane azienda vinicola toscana Poggio Argentiera ha un sito istituzionale (in italiano e inglese), con informazioni e foto. Fin qui niente di nuovo. Se poi però ci mettete un blog che tiene aggiornati gli utenti e li coinvolge nella vendemmia, fate pubblicità con AdWords, e adoperate il payoff "Vignaioli 2.0", la cosa si fa interessante :-)
Semplicemente lodevole l'intraprendenza dei due fondatori, Gianpaolo Paglia e Justine Keeling-Paglia, che stanno realizzando concretamente quella "Innovazione" di cui si (s)parla tanto ma che la maggior parte delle PMI italiane ignora. A tal proposito consiglio il post "Come il mondo del vino guarda i blogs del vino?"
Mentre il gigante di Mountain View può permettersi di nascondere un Flight Simulator in Google Earth e lasciare che gli utenti lo scoprano solo col passaparola, le notizie che passano su Web e blog sembrano dare qualche indicazione sulla strategia di medio termine (di colonizzazione globale :-) di Google.
La potenza della geolocalizzazione
Innanzitutto il famigerato cellulare Google - meglio noto come GPhone: se davvero avrà un GPS integrato come si vocifera (e prima o poi ci arriveremo al GPS di massa, con o senza Google), si prefigurano scenari in cui l'utente è costantemente geolocalizzato e riceve (si spera solo col consenso) indicazioni e pubblicità in base a dove si trova: "c'è uno spettacolo qua", "c'è un ristorante di là", "c'è un'offerta al supermercato di fronte", ecc. Non sarebbe una novità, in Giappone i cellulari già ricevono le indicazioni dai negozi vicini tramite bluetooth (quale sperimentazione c'è anche in Italia, ad esempio a Venezia).
La grande differenza rispetto al passato è che Google sta silenziosamente accumulando (spesso a basso costo) enormi moli di dati geolocalizzati: tutti i siti con le mappe (mashup) e le neonate mapplet andranno presto a creare un patrimonio informativo ineguagliabile che Google potrà distribuire e spalmare sui GPhone del pianeta. I servizi ci sono già, i programmatori di mappe stanno contribuendo a uniformarli e a interfacciarli con Google. Tutto questo darebbe a Google un vantaggio competitivo enorme e la capacità di sfornare nuovi servizi difficilmente imitabili a suon di GPS e pubblicità geolocalizzata. Forse Yahoo e Microsoft potrebbero competere, ma per adesso le Map API delle due sono considerate tecnicamente inferiori e snobbate dai programmatori.
Entity Recognition al servizio del CTR
Qualche giorno fa Google ha depositato un brevetto alquanto oscuro (come tutti i brevetti), che parla di una tecnologia capace di riconoscere "entità" all'interno di contenuti (riconoscimento semantico) e generare query a link affini. Tecnologia che permetterebbe di visualizzare suggerimenti e/o link a query raffinate all'interno di GMail e Google Groups. Un po' come l'attuale AdSense, ma con link inseriti nel bel mezzo del messaggio e ancora più mirati.
Almeno questo è quello che si capisce dalle immagini del brevetto:

Chissà come si tradurrà tutto questo nella versione finale. Quello che è chiaro fin da adesso è invece l'obiettivo della User Distributed Search (o UDS, la tecnologia brevettata appunto): "Advertisements presented through UDS may, in particular, represent advertisements that have a higher likelihood of click through and may therefore be more valuable to the advertiser".
Tradotto: se Google riconosce meglio i contenuti (email, query o qualsiasi altro documento) è capace di inserire pubblicità ancora più mirate e contestualizzate. Quindi con più probabilità di essere cliccate. Quindi con CTR più alti. Quindi maggiori profitti. Semplice no?
Chi l'ha detto che Internet è roba da teenager?
Fino a qualche anno fa, almeno in Italia, la Rete era dominio esclusivo degli under-30, ma un recente rapporto della EIIA
conferma che la distribuzione dell'età dei naviganti sta diventando
sempre più equilibrata. Anzi, è molto interessante a fini
Web Marketing sapere che alcuni segmenti di mercato, come gli
over-55, avanzano a ritmo incalzante:
"Secondo il Rapporto Silver
Surfers di EIAA, il 68% di
tutti gli utenti Internet europei di età superiore ai
55 anni oggi dispone di una connessione in banda larga nel punto
di collegamento principale; la ricerca dimostra inoltre che l'adozione
della banda larga tra gli utenti con i capelli
bianchi cresce ad un ritmo più veloce di quello registrato
tra gli utenti medi europei ( crescita del
26% anno su anno, rispetto
al 14%). Questo aumento nella penetrazione della banda
larga sta portando grandi cambiamenti nel modo in cui la
generazione senior comunica e passa il tempo libero." (fonte: European Interactive Advertising Association)

Il 61% dei "silver surfers" preferisce Internet ai media tradizionali perchè mette a disposizione quello che si cerca velocemente e fa risparmiare tempo. (clicca per ingrandire)
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