E' un bel po' che non scrivo sul blog. Sono stato un po' occupato, ma in realtà non ho diminuito la frequenza degli aggiornamenti: sono solo passato al microblogging, ovvero Twitter e Friendfeed.
Noto che non solo solo. Molti dei blogger che seguo - alcuni decisamente famosi - sono sempre meno sul blog e sempre più su Twitter.
Come molti sanno, scrivere regolarmente su un blog è una fatica tremenda, mentre sparare 140 caratteri è decisamente più immediato (vedi Sveltopedia :-). Ecco perchè il microblogging si sta sempre più diffondendo. In realtà lo state usando da anni: lo status di Messenger e "a cosa stai pensando?" di Facebook non sono altro che microblog. Poi ci sono i servizi dedicati, come Twitter o Friendfeed appunto. Sempre più siti stanno introducendo lo "stato" o le "ultime attività" nei profili degli utenti.
E' una evoluzione naturale dei media online. Se si va a guardare indietro, molti blog/siti erano in realtà usati alla Twitter. I blog post sono adatti per una storia o una (articolata) rilfessione. Ma i 140 caratteri vincono quando si tratta semplicemente di condividere un link, un'immagine o un video.
E così si modificano i comportamenti, i modi di comunicare, tutto diventa "più real time" e il (micro)passaparola dilaga. Ci sono i soliti pro e contro, che però non sto qui ad approfondire (proprio perché non ho tempo ;-). Una cosa interessante è che i telefonini sono sempre più integrati coi microblog (Twitter, Facebook, ecc): nel medio termine è ipotizzabile un impatto sugli SMS.
Dato che i microblog sono meno mainstream dei blog, prossimamente cercherò di integrare Friendfeed con questo sito, in modo da rendere disponibili i micropost anche a chi mi segue solo qua. Alla prossima!
Come sapere se un'auto è veramente valida? Oppure quanto consuma realmente? OpinionAuto.it può darti una mano.
OpinionAuto è un sito che riunisce le opinioni e le recensioni auto, scritte dagli automobilisti: chi può giudicare una macchina meglio di chi la usa tutti i giorni?
Le classiche riviste e siti auto sono utili, ma un
collaudatore non può testare per anni un'auto in tutte le condizioni. Infatti quando stai per comprare un'auto, chiedi il parere di colleghi e amici che già ce l'hanno. Con OpinionAuto - e in generale Internet - hai un'arma
in più: puoi leggere le opinioni di tantissimi italiani, anche di quelli che non conosci personalmente.
OpinionAuto è una mia startup, appena uscita dalla fase di test. Ho cercato di fare un sito semplice e chiaro, anche graficamente. Gratuito e senza inutili registrazioni. Pubblicare una opinione è semplice come consultare.
Se vuoi contribuire al progetto, dai i voti alla tua auto! Basta qualche click per fornire un servizio utile a tutta la comunità.
Sampa.com chiuderà il 17 agosto 2009. Il CEO Marcelo Calbucci ha deciso di mettere nero su bianco le riflessioni sul suo fallimento e i suoi errori.
La serie di articoli è decisamente interessante, soprattutto per chi ha o vuole avviare una startup web. Ricodo - ed emerge anche dalle parole di Marcelo - che in USA il fallimento non è inaccettabile come in Italia. Anzi, gli investitori della Silicon Valley a volte preferiscono chi è fallito rispetto a chi non ha mai provato... Fa parte del gioco del rischio, vuol dire che ci hai provato, che hai imparato.
Tornando a noi, spesso trovo gli articoli sugli errori molto più istruttivi di quelli sui successi. Nel caso di Sampa, ad esempio, è interessante la parte sulle difficoltà nel marketing e posizionamento. E anche quella sul pentimento per aver scelto il modello freemium: «Free is perceived as *not as good*. Even on the Internet». Ad Anderson farà piacere no? ;-)
Per chi non c'era (ma anche per chi vuole rivedere le sessioni), sono online gratuitamente i video di Better Software 2009. Ecco la mia opening session, dedicata a Web 2.0 e business:
E' uscito l'atteso e discusso libro di Anderson: Free: The Future of a Radical Price
. Come molti di voi sapranno, il libro tratta i modelli di business basati sul gratis. E ovviamente è disponibile anche in versione free ;-)
Come per la Long Tail, tutto è iniziato da un articolo su Wired.
Su freeconomics e dintorni, segnalo il post del (mitico) Fred Wilson, ricco di spunti di riflessione e link di approfondimento.
Luca Lani segnala un interessante articolo del WSJ del prof. John Mullins (London Business School), con alcuni consigli per preparare un business plan.
Riporto dal post di Luca i punti chiave:
- Mai sovrastimare il mercato: l’esempio classico è
“Il mercato è 100, se arrivo io…vuoi che non prendo almeno il 5% del
mercato?”. L’autore chiama questi piani One-Coke-for-every-kids-plan [...]
- Mai strecciare i numeri dei fogli excel. Chi
maneggia i business plan sa benissimo che variando alcuni driver il
piano può anche decuplicare. Farsi prendere da questa libidine è molto
pericoloso. E’ sempre opportuno fare 3 casi (Best, Normal, Worth) e mai
usare il best.
- Mai fissarsi solo su una tecnologia favolosa: alla
fine la cosa fondamentale è individuare un bisogno del
consumatore-utente, e l’idea di business nasce per soddisfare tale
bisogno.
- Mai ignorare i rischi: molto spesso si preferisce
vedere solo l’aspetto positivo di un piano, senza porre la dovuta
attenzione ai rischi. E’ una grave imprudenza che talvolta viene
commessa quando si usano i soldi degli altri (investitori). Ma gli
investitori ci cadono solo una volta…..
- Non basarsi solo sui CV: certo… fanno scena con
gli investitori, ma poi il business lo portano avanti quelli che lo
sanno fare per davvero, e talvolta possono essere laureati al MIT, ma
altre volte dei ragazzini-smanettoni.
[Image Source: borman818, Flickr]
Reid Hoffman, fondatore di LinkedIn, parlava qualche tempo fa delle domande che si pone prima di investire e finanziare una startup. Credo che siano domande che ancor prima dovrebbe farsi l'aspirante startupper:
- Come raggiungerai la massa?
Quali meccanismi e canali userai per raggiungere il grande pubblico?
- Qual è la tua unique value proposition?
Cosa ti differenzia dagli altri? [aggiungo io... Quali e quanti "rischi legali" ci sono?]
- Il tuo business sarà capital efficient?
Come scala il software e soprattutto il business? Se raggiungi la massa, come aumentano i costi? Finanziamenti iniziali a parte, il modello di business si (auto)sotiene? [chi parte senza un business model, avrà qualche difficoltà su questo punto... niente soldi da Reid ;-)]
Sono euristiche iniziali, per capire se continuare ad esaminare il caso con più attenzione. Dopo vengono i numeri, il business plan e compagnia bella. I dettagli nell'articolo completo.
[Image Source: bast, Flickr]
Marco Bellinaso, già citato in precedenza, ha da poco pubblicato una geniale applicazione per iPhone: Postino.
Con Postino potete scattare una foto con l'iPhone e spedirla come vera cartolina. Esistevano altre applicazioni simili, ma Postino ha alcune caratteristiche uniche, come la possibilità di spedire in
tutto il mondo. Inutile dire che l'applicazione ha avuto ottime recensioni in rete. Una vittoria per il Made in Italy :-)
Dal buzz sul web sembra che quest'estate saranno in molti (anche il sottoscritto) ad usare le nuove "cartoline 2.0": è veramente comodo spedire con 1 click una foto personalizzata, senza ammattire con francobolli e ricerca della buca delle lettere.
Quello che mi ha colpito è - ancora una volta - la capacità degli smartphone e di killer application come questa di influenzare e cambiare velocemente le nostre abitudini. Anche le più radicate.
Francesca, vulcanica docente universitaria che ho conosciuto personalmente dopo un commento sul mio blog, insegna il web 2.0 in diversi corsi e master. In alcune sue recenti slide ho trovato cose tipo:
[Esercitazione] creare il proprio utente e inserire le varie informazioni relative al profilo su LinkedIn
[Esercitazione] creare un sito del progetto su Basecamp... creare un sito su Wetpaint o un documento di testo su Google Docs e condividerlo con gli altri
Fantastico no :-)? Brava Francesca!
Quel geniaccio di Paul Tyma, creatore di Mailinator e Talkinator, è famoso tra i programmatori per le sue tecniche di ottimizzazione. Questa volta è riuscito a mettere Talkinator in un mini-computer da 5 Watt:
Paul ha usato un plug computer GlobalScale grande come due pacchetti di sigarette, attaccato alla presa vicino al comodino (fantastico :-). Sembra il Vape per le zanzare, ma ha 512 Mb di RAM, CPU da 1.2 Ghz e Ubuntu 9.04. Qui i dettagli e gli immancabili benchmark.